Achei

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Si stava come fessi, a piedi

di fronte a pezzi di mattone e pietra

(poco importa le si chiamasse mura)

I capitani in primis s’erano mutati

da infoiati ragazzetti scalmanati

che s’accapigliano per il culo di una donna

in vecchi stanchi di potere (il tempo

si sa, non è clemente con nessuno).

 

La sera la si passava di tra i fuochi

i camerati, presi da una noia disperata

si lanciavano in liti atrabiliari da comari

e tacitava tutto il vino e il sonno

 

Certo non passa enorme differenza

ormai

che noi si aspetti o s’abbia fatto

di quest’aspettare

un mestiere o una tortura

simile a tante che appena rende

una minestra al giorno,

un dollaro d’onore e pochi stracci.

 

Tutto ciò è risaputo da un Nemico

Che ci rispetta: primo perché

Sarebbe inutile il non farlo

Secondo perché c’è ancora tanto tempo

Quanto non colmeranno certo

I nostri minestroni militari.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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