La stagione dei grilli – II

Nel caldo degli agosti

ormai trascorsi

i grilli e il loro canto

il calore, quasi il loro

intermittente accordo

la loro orchestra

nascosta

fosse il suono stesso del sole

che picchiava il fieno, i sassi

dei muretti a secco

 

e non vedendo i mare

il suo smeraldo fondo

dall’alto di uno scoglio

l’angoscia ti prendeva

l’ansia dell’arsura

la paura di un silenzio universale,

troppo per un gracile fanciullo

 

Poi d’improvviso ai piedi

il mare

e anche d’esso pareva

il suono ruscellare

dall’oro delle stoppie

incarcerato

nelle elitre dei grilli

 

Allora il mare

era ancora

un muro spesso

incancrenito

un finis terrae

un pesce enorme

un Dio.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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