Un sogno

Nel sogno, incurante

Della Tua certa inesistenza

Sei comparsa

Pur non avendo un nome

O una qualunque storia

Come è costume fra gli umani

E trascinandomi per mano

Mi conducevi chissà dove.

Ed ora mi domando

Quale chimica pietosa

Ti ha generata, quale oscuro

Fondo Delle viscere

Ti ha tratta

Dal buio del non essere.

Chissà quale messaggio mi recavi

Chissà se mai ne avevi uno.

Ricordo che splendevi fiocamente

Trascinandomi per vie dimenticate

Fra personaggi amorfi, senza volto

Dei quali non mostravi orrore alcuno

Ma una sorta di quieta compassione

Così andavamo, tu ed io

Attraversando un mondo buio

Rapidi, quasi una meta ci attendesse

Meta distante, sconosciuta

Forse nient’altro

Che la vicina fine del mio sogno.