Disegno

Un bambino, chino sul foglio
la matita in mano come un artiglio
disegna, la punta della lingua
che appena trapassa le labbra.

Disegna come se al Mondo
non esistesse altro compito
altra certezza, altro lavoro
degno di un uomo.

E lo chiamano “gioco”!
Quando invece giochi sono i nostri

ben più crudeli e spietati,
quelli che ammantiamo di torbide frasi
per dimenticarne l’inganno.

Diversa, invece, è la sostanza
il primo vive e canta il suo vivere
noi, poveri morti, balbettiamo nel vuoto.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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