Dialogo serale

Così, mentre semplicemente parliamo
con una voce che è canto  ostinato
e da contappunto è la notte, livida, enorme
che appena s’affaccia sui vetri
come timido ospite che non voglia turbare
tracciamo vani sentieri nel cuore
con l’affanno che preme, ma a sentirle
sono poveri suoni, parole dimesse
miseri resti di un senso scomparso
fra gli scaffali splendenti dei supermarket.
Parliamo di cose di sempre
la lingua dei padri, la stessa di Adamo
ci si chiede dei piccoli fatti accaduti, delle ansie
dei giornalieri incidenti dell’essere
ci si scopre sprovvisti di un senso
ed appoggiarsi l’uno con l’altro
sembra un’ultimo miracolo, insperata
negletta misericordia.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Dialogo serale

  1. alessiagenesis ha detto:

    Scritto bellissimo quanto il Picasso che lo accompagna.

    Mi piace

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