I grilli

-Senti i grilli questa sera?
Sembrano urlare
qualcosa di inudibile –
dicesti e mi guardavi

Io, chino sul ciglio dell’asfalto
oltre i canneti
oltre l’ombra cupa dei canneti
sapendo che sarei fuggito, dissi:

– I grilli cantano soltanto
la loro cupa sete di accoppiarsi.
Troppo semplice per noi
capire le loro note, prevederle –

Camminando mi seguivi;
ogni tanto alzavi un dito al cielo
quando due fari rompevano
l’azzurro uscendo dalla curva.

Dicevi: – I grilli almeno
sono liberi. Mi piacerebbe
esser grillo questa sera –
Fissavi i punti delle stelle

– Grillo o uomo, credo,
forse è la stessa notte
più grande di noi che l’abitiamo –

Guardavo oltre i canneti.

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Messaggeri

I messaggeri, dopo una corsa senza riposo, quasi sfiniti, arrivano in città.
Portano una luttuosa e tremenda notizia. Una tragedia si è appena consumata e loro sono corsi ad avvertire del pericolo i cittadini. Che si salvino, che l’esercito nemico che si sta apprestando alla città la trovi deserta, coi suoi abitanti al sicuro.
Ma i messaggeri, sporchi di polvere ed affannati, trovano il popolo in festa, tra canzoni ubriache e sconce, passano il tempo nelle locande.
I messaggeri guardano il proprio popolo.
E nelle spalle è come se si fossero loro poggiate delle intere montagne.

Quando vennero a prenderci

Quando vennero a prenderci
li scortava una luna gigante
lattea, lassù, da accecare le stelle
Li udimmo dallo zittirsi dei grilli
mentre percorrevano il sentiero
Quando ci aprirono gli occhi
scortandoci fuori all’aperto
vedemmo infine il sorriso imbronciato
di poche stelle scampate
e un chiarore che lento
fagocitava l’inchiostro d’oriente.
L’ufficiale di picchetto era appena un ragazzo
con le ciglia da donna e dei denti
che bucavano il buio come fanali.
Ci scortarono presso il residuo di un muro
qualche soldato cercava di nascondere
uno sbadiglio di sonno, i passi
come fossero ancora nelle strade dei sogni.
Ci bendarono e facemmo appena in tempo
a sentire i grilli riprendere la loro canzone.
Poi il buio, il silenzio, la quieta preghiera del niente.

Salmo 1275: Allontana o Signore

Allontana o Signore l’idiota dalla mia anima

non abbandonare il Tuo servo

in mano al deficiente o al babbeo.

Volgi la strada al possessore di SUV.

Non fare che egli mi parli o Signore

Non abbandonare il Tuo servo

nelle mani dell’ebete appassionato di telefilm

Spegni, o Signore, il suo schermo al plasma

che taccia ogni puntata dei R.I.S.

e la loro dimora sia preda del terribile silenzio

e taccia ogni connessione.

AMEN