Paesaggio da passeggio

A guardarlo, il cielo, era trafitto di nubi. Pochi alberi, stenti ad interrompere la linea secca dell’orizzonte e nel piano una distesa infinita di pietre, come rimorsi. Il sentiero terminava lì. Sapeva che sarebbe arrivato in quel luogo prima o poi. L’aveva sognato tante di quelle volte che ora, trovarsi in quel luogo, non era altro che una conferma. La fine di una brutta fiaba senza morale.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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