I grilli

-Senti i grilli questa sera?
Sembrano urlare
qualcosa di inudibile –
dicesti e mi guardavi

Io, chino sul ciglio dell’asfalto
oltre i canneti
oltre l’ombra cupa dei canneti
sapendo che sarei fuggito, dissi:

– I grilli cantano soltanto
la loro cupa sete di accoppiarsi.
Troppo semplice per noi
capire le loro note, prevederle –

Camminando mi seguivi;
ogni tanto alzavi un dito al cielo
quando due fari rompevano
l’azzurro uscendo dalla curva.

Dicevi: – I grilli almeno
sono liberi. Mi piacerebbe
esser grillo questa sera –
Fissavi i punti delle stelle

– Grillo o uomo, credo,
forse è la stessa notte
più grande di noi che l’abitiamo –

Guardavo oltre i canneti.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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