Messaggeri

I messaggeri, dopo una corsa senza riposo, quasi sfiniti, arrivano in città.
Portano una luttuosa e tremenda notizia. Una tragedia si è appena consumata e loro sono corsi ad avvertire del pericolo i cittadini. Che si salvino, che l’esercito nemico che si sta apprestando alla città la trovi deserta, coi suoi abitanti al sicuro.
Ma i messaggeri, sporchi di polvere ed affannati, trovano il popolo in festa, tra canzoni ubriache e sconce, passano il tempo nelle locande.
I messaggeri guardano il proprio popolo.
E nelle spalle è come se si fossero loro poggiate delle intere montagne.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

4 thoughts on “Messaggeri

  1. alessiagenesis ha detto:

    L ultimo verso mi ha riportato immediatamente ad un’altra poesia che chiudeva con qualcosa come- a noi rimase …, un pugnale di ansie – Ë del tutto fuori luogo questo mia associazione? E una piccola domanda per l autore 🙂

    Mi piace

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