Poesia che ieri sera mi ero dimenticato il portoncino aperto

Mi sono alzato e nel mio tinello

ho trovato un tizio

che mangiava la mia colazione.

Appena mi ha visto

ha tirato fuori dalla valigetta

un opuscolo rosso patinato

C’era scritto “Torre qualcosa”

Poi mi fa: “Salve, io e il Signore

stavamo aspettando che ti svegliassi”.

Gli fo: Ma da dove siete entrati

tu e il Signore?

– Da lì – e mostra il portoncino

Ed io – Spero che al Signore

sia piaciuta la marmellata.

– Insomma, preferisce quella di prugne”

(Pino Distico, “Poesie sbadate”)

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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