Oceano primo

Cosa fa si che in questo scorcio di marzo
-si chiese il magro ragazzo
dalle ginocchia rigate di graffi- 

il cuore si gonfi di palpiti e prema
sulle pareti della cassa toracica
quasi volesse scappare e mischiarsi
fra le cose, ad infrangere sbarre lucenti?

Essere un tutt’uno col mondo
cosa fra cose non più individuata
non più irretito dalle lucide grate
di una gabbia e cantare in unisono
col tutto la sua strana e orribile
nenia dal buio dell’eterno infinito.

Non possedere più la pena di un battito
autonomo, una voce solista
ma affondare nell’oceano cupo dell’essere.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

3 thoughts on “Oceano primo

  1. alessiagenesis ha detto:

    Rileggendo oggi questa poesia , mi è tornata in mente “Keplero”, altro capolavoro che si puo leggere in questo blog.Deve essere anzitutto per l attacco, l incipit, quel “cosa”.Ma non è solo per questo aspetto di costruzione formale; anche nel significato , infatti, trovo delle similitudini. Quel” magro ragazzo” è lo stesso ” noi– astronomi” in Keplero. Questa volta, però, il soggetto nn guarda all altro/a, come in una sorta di specchio , ma è egli stesso l altro , che ,mosso da un profumo, un colore, dal calore di un raggio di sole del marzo, percepisce il suo cuore con forza tanto da desiderare di divenire solo l altro , superando quei Cancelli da troppo tempo non oltrepassabili.Il potere di un ricordo, di una nota, di uno scritto o ,anche , della natura , del mondo stesso , intravisto dai vetri appannati di una finestra senza tempo né spazio.

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  2. alessiagenesis ha detto:

    Nel desiderare di unirsi al tutto ( cosa tra le cose , che non viene descritto come il meglio ) si può pensare sia al mondo dei piu semplici nel sentire, sia all eternità , e questo è un concetto quasi in antitesi con quel cuore, VITALE, che preme.
    “Si può sfuggire ad un destino di rovina?”credo si chieda , retoricamnte, Kavafis ne “I Troiani”.Quello”scorcio di marzo” puo essere sentito come un qualche successo e quindi speranza, decisioni, ardire .Un ardire che preferisce facilmente abdicare dinanzi a certi momenti decisivi.Forse , per certe anime , la fine è certa , ma solo quando , e questo lo dico io, non saranno più capaci di sentire “alcun marzo “

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