Di uno strano viaggiatore

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Mi porto dietro una valigia di cartone.
Dentro, un mare ormai lontano
pianure gialle di polvere e di grano
qualche profumo di gonne femminili
e pochi spiccioli di vita risparmiata.
 
E ovunque vada
mi ingombrano gli sguardi
di me stesso che mi guarda
dietro gli specchi del trascorso.
 
Noioso attore di provincia
privo di uno straccio di contratto
potete vedermi
in qualche stazioncina abbandonata
arrancare fra i gradini
ormai troppo ripidi di un treno
.
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Versi scampati all’alluvione

(Scacco - P. Congia)

(Scacco – P. Congia)

La Vita stessa
come se avesse indosso una livrea
di cameriere sembra passare

e ripassasse ai tavolini
ignorando le nostre lancinanti
ordinazioni di SanBittèr esistenziali

Ma è tutto un guaio, un bell’errore
perché la vita
si guarda bene dal passare
come le tristi canzoni di Cutugno.

La vita non sta a pensare.
Non ti concede
giri di ruota alla Buongiorno.

Non si annoia mai perché innanzitutto
la vita non si ripete mai.
Siamo noi a crederci partecipi,
pietosi attori
di una telenovela metafisica
.

La caduta del governo

Evviva! Il Governo è caduto!
Sulle piazze del Paese tutto
festoso annuncio
di prossima, sicura libertà.

Sventolano gagliardi
i gagliardetti degli eroi
dei vecchi bevitori di cicuta.

Bande di splendide fanciulle
passano di porta in porta
e battono tre colpi
(come gli angeli di Dio)
in segno di festoso augurio.

Giorno di gaudio e fratellanza
di riconciliazione e di folklore.
Gli aeroplani in squadriglie
dal cielo lanciano votivi
preservativi tricolori.
La banda comunale fiera
solfeggia pezzi di Glenn Miller
come nei film a basso badget
accanto a giovani brillanti
rivenditor di Coca Cola.

I clacson sono impazziti
manco avessimo vinto i mondiali.
Il nuovo impegno insieme
a stridi di gioia e di epistéme
piovono dall’alto dei  balconi
impavesati dei palazzi comunali
(all’uopo trasformati da menti ingegneresche
in circoli di amici della pace).

Ogni cittadino – a gratis –
verrà fornito di regolare bandierina
(I soldi?  Okkei non ci sia tema
verranno presi ad hoc
dal solito bilancio generale).
Bandierine con cui potremo
con agio esternare
il nostro assenso al grande
pacifico giro giro tondo
della Rivoluzione in atto
dello Spirito del Mondo
che ha fatto un passo aventi
in barba ad Hegel e agli ignoranti.

Dalle labbra delle compagne
pertono a raffica
rosari di baci e di sorrisi.

E noi?
Perchè soltanto noi siam qui?
Ancora qui a romperci le palle
coi soliti discorsi disfattisti
e continuiamo a disquisire
di “mancata presa di coscenza popolare”,
di inutilità del tutto?
Perché siamo così restìi
a sollevare il calice anche noi
e brindare con abili gridìi
i lenti ma inesorabili buoi
che tirano il carro del Progresso?

Potessimo soltanto
avere uno sfondo meno coglione
potessimo con vanto
non udire questa puzza di carrozzone!

Il laconismo di Ignacio Tormento

Dalla raccolta “Mi spiace ma abbiamo già dato” per gentile concessione dell’amico Ignacio Tormento pubblico alcune poesie che sono ormai parte integrante del mio canzoniere intimo:

*

Ti sei fatto l’auto nuova (“decappottabile”)

la porti in giro fiero col vestito della festa

Da mio rifugio in 3° piano inabitabile

Prendo calmo la mira e ti sputo in testa.

*

Vendo all’asta il mio pietoso cuoricino

d’occasione, lo vendo come intatto

ancora in garanzia visto che il destino

mi fornì d’organo inadatto.

*

Dal tuo profumo che invade la stanza

chiara mi parla di te la tua sostanza.

*

Sulle epiche misure del tuo arnese

hai reso edotto ormai tutto il paese

Sospetto che tu, per il tuo coso

non sia che un otional noioso.

*

Un destino che mi aggrada?

Un cane che attraversi, illeso, l’autostrada!

*

(e infine la mia preferita)

Sul valore del tuo nuovo fuoristrada ne sa

più il cane che odora, piscia e se ne va.

Le favole di Pedro – Il filosofo

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Un filosofo fu interrogato:
“C’è qualcosa di costante
in cui il mutevole non sia
se non determinazione
della sua esistenza?”. Si guardò
attorno e per un attimo
gli si intravide un pozzo secco
al limite dell’iride.
La risposta affermativa
non convinse solo l’annusare
timido di un cane
sul ciglio di invisibili immondezze.
.